Galleria

La Pieve di Santa Maria Assunta è una chiesa romanica del VIII secolo, situata nel comune di Massa e Cozzile, in Toscana. L'edificio è a tre navate, con una copertura a capriate.
Narra la leggenda che questa chiesa fosse stata consacrata da Frediano (il santo vescovo di Lucca) all’epoca della grande conversione longobarda: fonte non suffragata da documenti, ma che tende a ribadire la memoria della sua remota fondazione, testimoniata anche dalla dedica a Maria, nel cui nome erano state edificate le più antiche chiese.
Pieve di S. Maria Assunta e Torre Campanaria
Sorta come ogni pieve accanto ad una fonte per assolvere alla sua funzione battesimale, posta fuori dalle mura per garantire ai popoli della sua giurisdizione il libero accesso ai sacramenti e all’annessa area cimiteriale, questa chiesa, che già nel 1260 risultava titolare di undici edifici sacri, nel corso del XIV secolo venne inglobata nelle nuove mura provocando le proteste dei popoli di Buggiano, Borgo a Buggiano e di Malocchio, che chiesero al papa la loro autonomia da Massa, in favore della chiesa di Santa Maria di Buggiano.
Pieve di S. Maria Assunta. Interno
Più volte modificata, la Pieve subirà in epoca rinascimentale una radicale trasformazione, che mantenendone la pianta a croce latina l’amplierà su tre navate, dotandola in facciata di un portico a tre arcate del coevo gusto rinascimentale; di Gherardo Mechini, architetto del Granduca di Toscana, è la bella cupola dell’abside. Sul lato destro è la torre campanaria, risalente, almeno per quanto riguarda la massiccia parte inferiore, al XII secolo, rialzata durante le trasformazioni cinquecentesche, mostra la possente struttura romanica nel suo arco a tutto sesto, transitabile dalla piazza verso la canonica.
Cupola dell’abside
L’interno della Pieve venne arricchito nel corso del XVII secolo da otto grandi altari in pietra corredati da altrettanti dipinti, tra i quali la deposizione dalla Croce di Sebastiano Vini, pittore cinquecentesco veronese, e la Vergine Assunta con San Sebastiano e San Rocco del pittore fiorentino Giovanni Maria Butteri.
Tra gli arredi, si segnalano una statua lignea policroma e dorata di una Madonna col Bambino della metà del XIV secolo, e la terracotta invetriata e policroma della Madonna col Bambino della prima metà del XVI secolo di bottega di Benedetto Buglioni.
Coro
In sacrestia è uno splendido bancone di manifattura toscana del XV sec. decorato a tarsie geometriche, che nonostante le modifiche occorse nel tempo, testimonia e mostra di essere stato costruito per questo luogo. E’ un bellissimo esempio di classica impostazione architettonica, scandito da tre principali sezioni disposte in senso orizzontale: pedana, corpo principale a sportelli e dorsale. Costruito in legno di pioppo e listato in noce ha le ante degli sportelli, le cornici del basamento e del ripiano, nonchè la testata dell’alzato, decorati a tarsie geometriche con disegno vegetale, messe in opera a ‘toppo’ (con diverse tipi di essenze: quercia annegata, acero, cipresso, sorbo, noce, pero, tiglio e ciliegio) e a ‘buio’ con legno di acero.
Notevole anche il patrimonio orafo e tessile, tra cui spicca l’Ostensorio in argento sbalzato, cesellato e bulinato risalente al 1663, opera di Paolo Laurentini orafo attivo a Firenze nel corso del XVII secolo. Il manufatto è costituito da un piede circolare rigonfio su orlo ornato da foglie, teste di cherubino a rilievo e motivi vegetali. Sul fusto, con nodo decorato da baccellatura s’innesta la teca porta ostie circondata da un motivo ad intreccio dal quale si dipartono grappoli d’uva e spighe di grano, a cui si alternano otto stelle argentate e dorate.
Bottega di Benedetto Buglioni, prima metà sec. XVI, Madonna col bambino, terracotta invetriata e policroma
Ancora del Laurentini è una Croce astile del 1664 in argento sbalzato cesellato, inciso e traforato. La Croce è caratterizzata da terminali a volute e motivi fogliacei, con al centro un decoro vegetale. All’incrocio dei bracci sono raffigurate nel recto il pellicano e nel verso uno stemma liscio. Il Cristo, eseguito a tutto tondo, ha il volto riverso su una spalla. Di pregevole fattura è il Reliquiario della Santa Croce in argento sbalzato e bulinato ed elementi decorativi dorati di raffinata eleganza eseguiti da un ignoto orafo fiorentino nel 1722. I paramenti liturgici sono italiani e francesi del XVIII secolo, in broccato d’argento e ricami in seta e oro tra i quali un parato di manifattura italiana databile tra il decennio 1715-25, composto di due pianete, stola, due manipoli e borsa per corporale, confezionato con due tessuti: damasco gros de Tours di seta broccato in seta e oro, e in seta e argento. Di grande pregio la tovaglia d’altare di lino bianco di manifattura umbra lavorata ad “occhio di pernice” del XVI-XVII secolo. Ma il tessuto più antico, risalente alla prima metà del ‘500, rappresentativo delle ricercate manifatture fiorentine che producevano stoffe di grande qualità, è una pianeta in broccatello di seta e lino per i fianchi laterali a fondo giallo e opera rosa, si distingue per l’ampiezza del reticolo costituito da grossi rami, dove si susseguono infiorescenze composite di iris e melagrane. Gran parte del patrimonio orafo e tessile è conservato ed esposto nel Museo di San Michele.
English:
Legend has it that this church was consecrated by Frediano, the saintly bishop of Lucca, during the great Lombard conversion. Though no documents support this claim, the tradition reinforces the memory of its ancient foundation, also evidenced by its dedication to Mary—under whose name the oldest churches were built.
Pieve of Santa Maria Assunta and Bell Tower
Like every parish church, it was built next to a water source to fulfill its baptismal function. Positioned outside the city walls, it ensured that the people under its jurisdiction had free access to the sacraments and the adjacent cemetery. By 1260, the church was already the titular of eleven sacred buildings. However, in the 14th century, it was enclosed within newly built walls, provoking protests from the inhabitants of Buggiano, Borgo a Buggiano, and Malocchio. They appealed to the Pope for independence from Massa in favor of the Church of Santa Maria in Buggiano.
Interior
Over time, the parish church underwent multiple modifications. During the Renaissance, it was radically transformed: while maintaining its Latin cross layout, it was expanded into three naves, and its façade was adorned with a three-arched portico in the Renaissance style of the time. The magnificent dome above the apse was designed by Gherardo Mechini, an architect for the Grand Duke of Tuscany. On the right side of the church stands the bell tower, whose massive lower section dates back to at least the 12th century. It was later raised during the 16th-century renovations and features a robust Romanesque structure, including a large round-arched passageway connecting the square to the rectory.
Apse
During the 17th century, the interior was enriched with eight large stone altars, each adorned with a painting. Among these are The Deposition from the Cross by the 16th-century Veronese painter Sebastiano Vini and The Virgin Assumed into Heaven with Saint Sebastian and Saint Roch by the Florentine artist Giovanni Maria Butteri.
Notable among the furnishings are a polychrome and gilded wooden statue of the Madonna and Child from the mid-14th century and a glazed polychrome terracotta Madonna and Child from the early 16th century, attributed to the workshop of Benedetto Buglioni.
Choir
In the sacristy stands a splendid 15th-century Tuscan-made wooden cabinet decorated with geometric inlays. Despite modifications over time, it remains evident that it was designed specifically for this location. It showcases a classic architectural structure divided into three horizontal sections: a platform, a main body with doors, and a back panel. Made of poplar wood with walnut veneers, its door panels, base, and shelf moldings, as well as the top edge, feature geometric marquetry with vegetal motifs. These are crafted using both the "toppo" technique—where different wood types (submerged oak, maple, cypress, sorb, walnut, pear, linden, and cherry) are inlaid—and the "buio" technique with maple wood.
Also noteworthy is the church’s collection of precious metalwork and textiles. Among these, the Ostensorium (monstrance) crafted in 1663 by Florentine goldsmith Paolo Laurentini stands out. Made of embossed, chiseled, and engraved silver, it features a circular base adorned with cherub heads and leafy motifs. The central section, with a decorated node, supports the host container, which is surrounded by intertwining vines, wheat sheaves, and eight alternating silver and gold stars.
Workshop of Benedetto Buglioni, early 16th century – Madonna and Child – Glazed polychrome terracotta
Another masterpiece by Laurentini is a 1664 silver processional cross, adorned with embossed and chiseled motifs. It has terminal volutes with leafy patterns, a central floral decoration, and at the intersection of the arms, a pelican on the front and a smooth shield on the back. The corpus of Christ is sculpted in full relief, with his head tilted to one side.
Of remarkable craftsmanship is the Reliquary of the Holy Cross, created in 1722 by an unknown Florentine goldsmith. Made of embossed and engraved silver, it features finely crafted gilded decorative elements.
The church also holds an extensive collection of Italian and French liturgical vestments from the 18th century, including silver-brocaded fabrics and gold and silk embroidery. Among these is a particularly fine Italian set dating from 1715–1725, consisting of two chasubles, a stole, two maniple bands, and a corporal burse. These garments are made from two different textiles: a gros de Tours damask silk brocade with silk and gold, and a silk and silver brocade.
Another highly valuable piece is a 16th–17th-century Umbrian-made white linen altar cloth, featuring an intricate "partridge eye" embroidery pattern. However, the oldest textile in the collection, dating to the first half of the 16th century, is a chasuble made from Florentine brocatelle silk and linen. Its side panels, featuring a yellow background and pink floral patterns, display a large lattice of intertwining branches adorned with irises and pomegranates.
Most of the church’s precious metalwork and textiles are preserved and displayed in the Museo di San Michele.
Bibliografia
– Guida di Massa e Cozzile e del suo territorio, A. M. Onori, 1994, Comune di Massa e Cozzile.
– I beni artistici nel Comune di Massa e Cozzile, O. Casazza, T. Boccherini, F. Capecchi, M. Iodice, M. Moretti, 2002, Comune di Massa e Cozzile.
– Massa e Cozzile storia di una comunità, A. M. Onori, M. Francini, G. Boccaccini, 1999, Comune di Massa e Cozzile.
Per ottenere informazioni dettagliate sulle modalità di accesso a La Pieve di Santa Maria Assunta, ti consiglio di contattare direttamente il Comune di Massa e Cozzile. Il Comune avrà tutte le informazioni necessarie sugli orari di apertura, le modalità di visita e gli eventuali requisiti speciali per accedere alla chiesa. Saranno in grado di fornirti le informazioni più aggiornate e precise per pianificare la tua visita in modo adeguato.

Via Roma, 51010, Massa e Cozzile